Bordo dell’aiuola: il prato invade le piantagioni ogni estate? Il trucco gratuito a “V” del giardiniere e un pezzo di cartone fermano le radici per anni

La stagione del giardinaggio di maggio è già iniziata e centinaia di migliaia di proprietari di giardini, soprattutto in un giardino italiano o in un piccolo terreno vicino casa, si ritrovano ancora una volta davanti a una battaglia ben nota e pesante per la schiena. Avete piantato con cura piante perenni e arbusti costosi in un terreno ben preparato, ma già all’inizio dell’estate ciò che era motivo di orgoglio rischia di trasformarsi in un caos verde.

L’invasore più odiato e aggressivo del cortile è il prato comune e, insieme a esso, la gramigna, che si insinua nell’aiuola con rizomi sotterranei invisibili e soffoca tutto ciò che incontra. Molti tornano dalla ferramenta o dai vivai con decine di metri di costoso bordo in plastica o addirittura con diserbanti tossici, convinti di acquistare una soluzione comoda e definitiva.

Eppure i professionisti del verde e gli specialisti della sistemazione paesaggistica stanno oggi rivelando un trucco del tutto opposto: gratuito, più naturale e rispettoso del giardino. Se sul confine tra prato e aiuola si realizza questo taglio a “V”, basato su un principio fisico, e si utilizza un materiale proveniente dalla raccolta differenziata, si può davvero dire addio al diserbo per anni.

I bordi in plastica sono un’illusione costosa e poco bella

Bordo dell’aiuola: il prato invade le piantagioni ogni estate? Il trucco gratuito a “V” del giardiniere e un pezzo di cartone fermano le radici per anni

Quando si vuole separare il prato dall’aiuola, la prima reazione è spesso quella di interrare una striscia ondulata di plastica verde oppure di posare costosi cordoli in cemento. Secondo giardinieri professionisti e paesaggisti, entrambe queste soluzioni si rivelano spesso soltanto misure temporanee, come succede non di rado anche nei giardini privati.

La striscia di plastica sottile tende a sollevarsi durante l’inverno, si crepa con il freddo e dà un’impressione economica. I cordoli, invece, diventano nemici naturali del tagliaerba, soprattutto del robot tagliaerba, mentre l’erba riesce facilmente a infiltrarsi tra le fughe delle pietre e a entrare di nuovo nell’aiuola.

L’unico modo davvero efficace per fermare i rizomi del prato e delle erbacce più resistenti consiste nel creare per loro una barriera fisica ma invisibile, fatta di una sacca d’aria e di un ostacolo biodegradabile.

Il segreto del giardiniere è la “bordura inglese”

Bordo dell’aiuola: il prato invade le piantagioni ogni estate? Il trucco gratuito a “V” del giardiniere e un pezzo di cartone fermano le radici per anni

Come fanno i celebri giardini monumentali di Inghilterra e Francia a mantenere chilometri di bordi di aiuole perfettamente netti senza usare chilometri di plastica? Il segreto è semplice: un lavoro di pala conosciuto come bordura inglese, sempre più apprezzato anche nel giardinaggio moderno.

Questo trucco è ideale da realizzare in primavera, tra maggio e giugno, quando il terreno è morbido e umido, come accade spesso dopo le piogge primaverili nel clima mediterraneo. Servono soltanto uno strumento semicircolare da bordatura oppure una pala dritta ben affilata, insieme a una buona quantità di semplice cartone marrone da imballaggio, per esempio recuperato da scatole di cartone.

Scavate il solco a “V”, cioè la sacca d’aria. Posizionatevi sul prato rivolti verso l’aiuola. Inserite lo strumento da bordatura o la pala direttamente sul bordo del prato a una profondità di 10–15 centimetri. Inclinate leggermente la lama verso l’esterno, cioè verso l’aiuola, in modo da tagliare nel terreno un fossato profondo e netto a forma di V tra il prato e la terra dell’aiuola. Sollevate la zolla che si è staccata e mettetela nel compost domestico.

Perché il solco a V funziona. Quando il rizoma sotterraneo del prato cresce in avanti e incontra questo fossato vuoto e pieno d’aria, non riesce a superare il “vuoto” per entrare nell’aiuola. Tende invece a tornare indietro o a deviare lateralmente. In questo modo si crea un fossato completamente naturale e invisibile, simile a quelli che si vedono nei giardini all’inglese.

La regola d’oro è il fermo di cartone. Per fare in modo che il fossato a V resti pulito e che le erbacce non riescano a spuntare dal fondo, rivestite il lato dell’aiuola e la superficie del letto con uno spesso strato di cartone semplice e non stampato, per esempio scatole smontate senza nastro adesivo. Il cartone è pura cellulosa. Soffoca completamente la gramigna sottostante, ma non impedisce ai fiori di crescere.

La finitura è la corteccia sopra. Sopra il cartone, e in parte anche lungo il bordo del solco a V, stendete uno spesso strato di corteccia di qualità, da 5 a 10 centimetri, come si fa normalmente con la pacciamatura. La corteccia coprirà del tutto il cartone e lo manterrà fermo al suo posto.

Il risultato è incredibilmente ordinato, naturale e con un bordo netto, lungo il quale può passare la ruota del tagliaerba senza che la lama tocchi la terra, anche nel caso di un piccolo robot tagliaerba.

Una soluzione durevole in cui il cartone si trasforma in humus

Quando arriva l’autunno, il cartone sotto l’aiuola inizia già a decomporsi lentamente, attirando centinaia di lombrichi. I lombrichi trasformano il cartone e la corteccia in un compost naturale prezioso e soffice, che fertilizza gratuitamente le vostre piante perenni e i vostri arbusti.

Non sarà necessario rifare il solco a V ogni mese. Spesso basta ripassarlo una volta all’anno, in primavera, con la pala e sistemarne leggermente il bordo. In questo modo avrete risparmiato ore di diserbo, la vostra schiena vi ringrazierà e il giardino sembrerà curato regolarmente da un giardiniere professionista.

Anche voi avete speso soldi per brutte strisce di plastica e ogni estate vi siete trovati a lottare con l’erba che invade le aiuole? Avete rimandato la bordatura perché vi sembrava un lavoro troppo pesante? Allora già questo fine settimana prendete una pala e qualche scatola di cartone dalla raccolta della carta, infilate la lama nel terreno e isolate le vostre piantagioni con la fisica dei professionisti.

Francesca Galli