Il trucco per i pigri: raccogliere le bacche di ribes con le cesoie in mano e il cespuglio si ringiovanisce da solo

È un metodo insolito, ma fa risparmiare tempo, soprattutto nelle condizioni di un giardino italiano o di un piccolo orto vicino casa. La maggior parte dei giardinieri pota il ribes in primavera o in autunno, quando il cespuglio è senza foglie oppure quando le bacche sono già state raccolte.

Io invece ormai faccio diversamente: vado a raccogliere il raccolto con le cesoie in mano, come spesso accade nel giardinaggio pratico. In questo modo unisco due lavori in uno e non devo più tornare sul cespuglio in un secondo momento.

In cosa consiste

Taglio i rami proprio nel momento in cui le bacche sono mature. Poi li porto sotto una tettoia oppure su una terrazza coperta e raccolgo con calma i frutti da seduto. Il mio terreno è in pendenza, come succede spesso nelle zone collinari, i cespugli crescono inclinati e i rami più bassi finiscono spesso a contatto con la terra.

Per questo elimino i germogli vecchi, soprattutto quelli che non crescono con un angolo acuto. Così il cespuglio resta più ordinato e il raccolto diventa anche più comodo da gestire.

Perché funziona

Il trucco per i pigri: raccogliere le bacche di ribes con le cesoie in mano e il cespuglio si ringiovanisce da solo

La logica è semplice: i rami vecchi vanno comunque rimossi, così il cespuglio si rinnova e può dare più energia ai germogli giovani. Allora perché non unire la potatura con la raccolta delle bacche, soprattutto quando il tempo da dedicare al giardinaggio non è molto?

In questo modo si risparmia un intervento separato e si rende tutto il lavoro più veloce. Inoltre il cespuglio viene alleggerito subito, senza aspettare ancora alcune settimane.

Cosa togliere per non fare danni

  • I rami di 4–5 anni o più. Si riconoscono facilmente: sono scuri, spessi e spesso coperti di lichene, cosa ben visibile anche nei piccoli orti domestici.
  • I rami spezzati o malati. Si eliminano per primi, indipendentemente dalla stagione, per evitare la diffusione delle malattie delle piante.
  • I rami che crescono verso l’interno. Infittiscono troppo la chioma e impediscono una buona aerazione, aspetto particolarmente importante nel clima mediterraneo più caldo.
  • I rami che toccano terra. Si ammalano più facilmente e le bacche su di essi si rovinano più in fretta, soprattutto quando c’è molta umidità dopo l’irrigazione o dopo le piogge estive.

Questo metodo non contraddice la tecnica agronomica: elimino esattamente ciò che andrebbe comunque rimosso, solo che lo faccio un paio di settimane prima del solito e lo abbino alla raccolta. Così non perdo tempo in una potatura separata, e questo rende il sistema particolarmente pratico per chi apprezza semplicità ed efficacia nella cura del giardino.

Francesca Galli