Un architetto parla dell’umidità in casa: «Consiglio sempre di attaccare al muro un pezzo di foglio di alluminio»

L’umidità negli appartamenti e nelle case in Italia, soprattutto negli edifici più vecchi e negli immobili storici, è uno dei problemi più frequenti e allo stesso tempo più difficili da diagnosticare correttamente. Compare sia nel vecchio patrimonio abitativo sia nelle case relativamente nuove e non sempre dipende da una sola causa. Inoltre, molti proprietari convivono per mesi, a volte perfino per anni, con macchie, cattivi odori o finestre bagnate, senza capire davvero da dove arrivi l’umidità, soprattutto nelle condizioni del clima mediterraneo.

La combinazione di periodo freddo, alta umidità dell’aria, piogge, isolamento insufficiente o ventilazione debole porta spesso a condensa, muffa, macchie, segni neri, vernice che si sfalda, odore di chiuso e finestre che quasi ogni mattina risultano bagnate, soprattutto nelle case vicino al mare o nelle regioni italiane più umide.

Per questo gli specialisti dell’edilizia e delle ispezioni immobiliari consigliano di solito di eseguire prima un semplice test, prima di iniziare qualsiasi intervento. Si tratta della prova con il foglio di alluminio, un metodo rapido e domestico per capire se l’umidità arriva dall’esterno oppure si forma all’interno dell’appartamento.

Come funziona il test con il foglio di alluminio

Un architetto parla dell’umidità in casa: «Consiglio sempre di attaccare al muro un pezzo di foglio di alluminio»

La procedura è semplice, come viene spesso indicato nelle raccomandazioni professionali: attaccate al muro un pezzo di foglio di alluminio con del nastro adesivo e lasciatelo per 48 ore. Quello che comparirà sul foglio è fondamentale per determinare il tipo di umidità.

Se le gocce compaiono sul lato esterno del foglio, significa che il muro è asciutto e che l’umidità si forma all’interno dell’ambiente. La causa più frequente in queste situazioni è la condensa. Per risolvere il problema si può migliorare l’isolamento termico, usare una cappa o un deumidificatore, oppure migliorare la ventilazione, per esempio attraverso l’aerazione naturale o aprendo regolarmente le finestre.

Se invece le gocce compaiono sul lato interno del foglio, l’umidità probabilmente penetra dall’esterno. Può trattarsi di risalita capillare oppure di un’infiltrazione. In questo caso il problema più probabile è l’ingresso di acqua o una guaina impermeabilizzante difettosa, soprattutto negli edifici più vecchi.

Questo è un modo efficace per chiarire l’origine dell’umidità ancora prima di qualsiasi riparazione. Aiuta a risparmiare tempo e denaro ed evita interventi come coprire la macchia con la pittura o usare prodotti “antimuffa” senza conoscere la vera causa del problema.

Perché spesso non sappiamo da dove arriva l’umidità

Secondo artigiani e aziende che si occupano di riparazioni e diagnosi degli edifici, una parte significativa dei proprietari confonde diversi tipi di umidità e per questo sceglie soluzioni inadatte, per esempio limitandosi a coprire le macchie con una nuova mano di pittura o acquistando un deumidificatore senza eliminare la vera origine del problema.

Un’altra difficoltà è che l’umidità spesso si manifesta in un punto diverso da quello in cui nasce. Può essere collegata ai percorsi interni dell’acqua, ai materiali che assorbono e distribuiscono l’umidità, agli sbalzi di temperatura e a falsi segnali, come le finestre bagnate, che danno l’impressione di una perdita. A volte anche gli specialisti hanno bisogno di una termocamera o di un misuratore di umidità per individuare il punto reale in cui il problema ha origine.

Cosa può fare il proprietario di un appartamento o di una casa

Un architetto parla dell’umidità in casa: «Consiglio sempre di attaccare al muro un pezzo di foglio di alluminio»

Nelle raccomandazioni si indicano di solito alcuni passaggi pratici da seguire per iniziare a orientarsi meglio nel problema.

  • arieggiare ogni giorno, anche in inverno, anche durante l’inverno italiano;
  • controllare le finestre e i ponti termici;
  • evitare di asciugare il bucato all’interno, soprattutto in assenza di ventilazione;
  • osservare se l’umidità peggiora quando piove, perché questo può indicare un’infiltrazione;
  • se la macchia sale dal pavimento, considerare la possibilità della risalita capillare;
  • rivolgersi a uno specialista se l’origine del problema non è chiara.
Francesca Galli