Una tazza sotto l’albero e le ciliegie diventano più grandi delle albicocche, dolci come miele e senza acidità

Ogni giardiniere sa che una fioritura abbondante del ciliegio non significa ancora un raccolto altrettanto generoso. Spesso capita che i frutti maturino piccoli e acidi, soprattutto quando in primavera all’albero manca nutrimento. In questo caso la situazione può essere migliorata da una sola concimazione primaverile scelta correttamente, capace di dare il tono a tutta la stagione e di influire direttamente sulla dimensione e sulla dolcezza dei frutti, cosa attuale anche per i giardini in Italia.

Nei giardini e nell’orto questo problema è ben noto. Dopo una primavera più fresca o su un terreno povero, il ciliegio può fiorire magnificamente, ma poi i frutti risultano piuttosto mediocri. Questo si nota più spesso nei terreni sabbiosi leggeri e nei luoghi in cui il suolo è impoverito da anni di coltivazioni senza un regolare apporto di sostanza organica.

Perché è importante concimare proprio in primavera

Una tazza sotto l’albero e le ciliegie diventano più grandi delle albicocche, dolci come miele e senza acidità

Il momento chiave per la concimazione delle drupacee è la fase di formazione dei boccioli e la comparsa dei primi frutticini. In questo periodo l’albero ha urgente bisogno di potassio e fosforo per formare frutti di qualità, ma anche di sostanza organica che migliori la struttura del terreno e aiuti le radici ad assorbire in modo uniforme i nutrienti.

Nel clima italiano questo coincide spesso con un periodo di tempo primaverile instabile e con sbalzi di temperatura, perciò una concimazione delicata ma nutriente funziona particolarmente bene.

Una combinazione naturale collaudata

Di solito si consiglia una combinazione naturale molto semplice: cenere di legna e humus maturo. La cenere è una fonte di potassio facilmente assimilabile, di fosforo e di un intero spettro di microelementi. Allo stesso tempo riduce l’acidità del terreno e può influire direttamente sul grado zuccherino dei frutti.

L’humus agisce come un forte fertilizzante organico a effetto prolungato, arricchisce il terreno di sostanze umiche e sostiene una nutrizione stabile delle radici. In Italia anche questi componenti sono facilmente disponibili. La cenere si può ottenere dal caminetto o dalla stufa, se è stato bruciato legno pulito e non trattato, mentre humus o compost ben maturo sono spesso presenti presso chi si dedica al giardinaggio.

Il metodo che si dimostra efficace nella pratica

Nell’area sotto la chioma dell’albero distribuite in modo uniforme circa 3 kg di humus e circa 200 g di cenere. Incorporate delicatamente la miscela nello strato superficiale del terreno e poi annaffiate accuratamente. Nei giardini questo si fa comodamente lungo il perimetro, a una certa distanza dal tronco, dove si trova la maggior parte delle sottili radici assorbenti.

Come regolare il dosaggio in base al terreno

Una tazza sotto l’albero e le ciliegie diventano più grandi delle albicocche, dolci come miele e senza acidità

Nei terreni sabbiosi leggeri di solito serve più sostanza organica, perché questi terreni trattengono peggio i nutrienti, quindi la dose di humus può essere tranquillamente raddoppiata. Nei terreni più pesanti e argillosi, al contrario, spesso basta la variante standard, per non sovraccaricare inutilmente il suolo e non renderlo troppo compatto.

Questo è particolarmente importante anche in alcune zone d’Italia dove si incontrano terreni densi e pesanti, e lì è meglio agire con attenzione, senza dosi eccessive.

Che cosa notano più spesso i giardinieri

Secondo l’esperienza di molti proprietari di giardini, dopo una tale concimazione primaverile l’albero trattiene meglio il raccolto. I frutti diventano sensibilmente più numerosi e il sapore passa da una marcata acidità a un profilo più pieno e più dolce.

Spesso questo tipo di concimazione non viene fatto ogni anno, ma una volta ogni due anni, soprattutto se parallelamente si aggiunge regolarmente compost e si controlla l’irrigazione durante il periodo di ingrossamento dei frutti.

Francesca Galli