Versatile e facilissima da coltivare, la calendula attira le api e altri insetti impollinatori, aiuta la cicatrizzazione, è commestibile e spesso fiorisce fino a novembre, soprattutto nel clima mite dell’Italia. Per questo viene apprezzata non solo nei giardini, ma anche su terrazze, balconi e in piccole aiuole domestiche.
La calendula è poco esigente: le basta una posizione soleggiata, tipica di un giardino o di una terrazza, e un terreno ricco di sostanze nutritive. Si può seminare da aprile per tutta l’estate, soprattutto nelle regioni con una primavera calda. I suoi semi, dalla forma simile a piccoli artigli, vanno semplicemente coperti con un leggero strato di terra e annaffiati. Dopo otto-quattordici giorni iniziano a germogliare. Basta rimuovere i fiori appassiti perché la pianta continui a produrre nuove fioriture, cosa particolarmente utile nelle aiuole decorative.
La calendula è una pianta officinale riconosciuta in Europa
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L’azione benefica della calendula è riconosciuta per ferite e infiammazioni cutanee nell’ambito della fitoterapia europea. Gli appassionati di giardinaggio possono preparare con i suoi fiori tisane oppure olio, come spesso avviene nella tradizione naturale domestica. Se lo si desidera, i petali si possono consumare anche crudi, per esempio in insalata. In giardino questa pianta annuale non è soltanto gradevole da vedere, perché con la sua radice fittonante aiuta ad arieggiare il terreno e i suoi fiori attirano molti insetti utili.
L’estratto di calendula viene considerato utile in caso di lievi infiammazioni del cavo orale e della gola, oltre che per piccole ferite e lievi infiammazioni della pelle, ad esempio dopo una scottatura solare. Questo aspetto è particolarmente interessante durante l’estate, quando l’esposizione al sole è più frequente e la pelle può risultare più sensibile.
- lievi infiammazioni del cavo orale e della gola;
- piccole ferite e lievi infiammazioni della pelle, per esempio in caso di scottature solari.
Inoltre, secondo diverse fonti mediche europee, esistono indicazioni sul fatto che l’estratto di calendula possa contrastare batteri, virus e funghi e sostenere il sistema immunitario. Si tratta comunque di un impiego tradizionale, che non sostituisce un trattamento medico vero e proprio.
Avvertenze di sicurezza
La calendula officinalis ha un effetto limitato e non sostituisce una cura medica. In caso di sintomi poco chiari o di disturbi che peggiorano, è necessario rivolgersi a un medico. Le donne in gravidanza o in allattamento, i bambini e le persone allergiche alle Asteraceae dovrebbero evitarne l’uso. Proprio per questo, anche i rimedi naturali vanno usati con attenzione e con buon senso.
Come raccogliere la calendula dal giardino
Il momento migliore per la raccolta è il mezzogiorno, quando i fiori sono ben aperti sotto il sole. I fiori vanno scossi con cura per eliminare eventuali insetti, poi lasciati pre-essiccare per uno o due giorni su un telo. Successivamente si staccano i petali e si lasciano asciugare ulteriormente. Conservati in vasetti scuri, i petali si mantengono da tre a sei mesi e risultano pratici da tenere in dispensa per l’uso successivo.
Come preparare correttamente la tisana alla calendula
Per una tisana alla calendula si versano 150 millilitri di acqua bollente su due cucchiaini di fiori essiccati. Si lascia in infusione per dieci minuti e poi si filtra con un colino. Se ci sono piccole irritazioni o lesioni nel cavo orale, la tisana tiepida può essere usata più volte al giorno per fare sciacqui o gargarismi. Una volta raffreddata, può favorire la cicatrizzazione se applicata regolarmente su piccole ferite. È importante prepararla sempre fresca, così da evitare la formazione di germi.
Come preparare in casa l’olio di calendula

Due tazze di fiori freschi vanno messe in un barattolo sterilizzato con chiusura a vite e coperte con 250 millilitri di olio d’oliva spremuto a freddo. Il barattolo va lasciato per quattro settimane su un davanzale soleggiato. Successivamente l’olio va filtrato e travasato in una bottiglia scura. Se conservato in un luogo fresco e al riparo dalla luce, si mantiene per almeno sei mesi. In genere si consiglia di applicarlo sulla pelle ancora umida dopo la doccia, così da sfruttarne meglio la consistenza e la stesura.
La calendula è conosciuta come pianta officinale e coltivata già dal XII secolo. Ancora oggi occupa un posto importante nelle tradizioni dell’erboristeria e nella cura naturale della casa.
Calendula contro i parassiti: verità o mito da giardinieri?
Molti garden center, riviste e guide di giardinaggio attribuiscono alla calendula la capacità di tenere lontani i parassiti. Finora, però, non esistono conferme solide di questa proprietà, perciò il suo effetto repellente resta soprattutto una convinzione molto diffusa tra i giardinieri. Rimane comunque una pianta utile e decorativa, apprezzata per molti altri motivi pratici.
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